Quando l’Italia è cinta d’assedio da vari, troppi nemici, sia interni che esterni, sia ideologici che strutturali, chiunque abbia a cuore le sorti del Belpaese ha l’obbligo di chiedersi cosa c’è che non va e soprattutto cosa, pur nel suo piccolo, potrebbe fare. Il nostro paese in questo momento appare stritolato fra Spread, agenzie di rating, scandali di ogni tipo e una crisi reale di cui i nostri politici non sempre si dimostrano all’altezza.

 

L’immagine del Costa Concordia, colosso da ben 292 metri, (sappiamo che  è stato già abusato del paragone) accasciato sul fianco a pochi metri della spiaggia dell’Isola del Giglio è, lasciatecelo dire, la metafora del nostro tempo, la bellezza della nostra natura, la magnificenza delle nostre opere e la dimostrazione di come pochi incompetenti se messi alla guida possano inficiare ed infangare l’operato di un intero popolo.

Le immagini di Schettino, e soprattutto il suo esempio di codardia, fanno il giro del mondo in qualche minuto,  gli anti italiani di tutto il mondo (alcuni italiani compresi) hanno pane per i loro denti.

Il popolo italiano, quello con la I maiuscola, non può e non deve essere rappresentato da un omuncolo del genere.  Bisogna ridare onore ad un popolo coraggioso e fiero come il nostro, un popolo che in fatto di primati potrebbe prendersi il lusso di declassare gli Stati Uniti e non viceversa. I soldati che ad El Alamein furono asserragliati dai carrarmati del Generale Montgomery e seppero opporre i soli muscoli (e qualche bottiglia incendiaria) al solido acciaio  dando prova di eroico coraggio non erano Tedeschi o Americani ma Italiani, era La Folgore non i Marines.  Noi patrioti ci sentiamo rappresentati dal Comandante Cavallero non da Schettino.

Gli italiani hanno dovuto abbandonare dall’oggi al domani  il loro hobby preferito, quello di essere CT della nostra nazionale per ogni competizione degli azzurri meritevole d’attenzione per riscoprirsi fini economisti, per fare i conti con Spread, bund tedeschi, andamento delle Borse Standars & Poors e chi più ne ha più ne metta, salvo poi scoprire di non capirci niente. Questa, a mio modestissimo avviso, è la miglior ricetta per frustrare un popolo non per stimolarlo a crescere.

Negli stessi giorni della tragedia dell’Isola del Giglio l’attuale governo (non eletto) è riuscito a dar doppiamente prova d’inettitudine non riuscendo a comprendere quanto stesse accadendo in Sicilia; mi riferisco ovviamente alla Protesta dei Forconi, cui si sono aggiunti anche i camionisti di Forza d’urto e tante, tantissime persone scontente,  esasperate, vessate dai debiti, frustrate  da una tassazione iniqua e da una distribuzione della ricchezza tutt’altro che omogenea. C’era d’aspettarsi che la protesta si allargasse a macchia d’olio.  Gli italiani hanno sete di verità, hanno bisogno di risposte serie dalla politica, proprio non correre il rischio di alimentare populismi che potrebbero cavalcare il malcontento diffuso. Quindi noi adesso pretendiamo un ritorno di quella politica a noi tanto cara, una politica fatta di concretezze, che conosca le esigenze dei cittadini e che sia al loro fianco, che li faccia sentire partecipi e non estranei alle decisioni di palazzo. Quella politica insomma, in cui l’odore della colla per i manifesti  evochi partecipazione, in cui la militanza è una parola d’ordine ed il valore dei contenuti del militante vengano anteposti alle sue caratteristiche estetiche.

 

Posizione è...

Newsletter

Tieniti aggiornato con la nostra newsletter!







Twitter ANSA.it

  • Siria: 7 morti e 100 feriti in autobomba: Attentato compiuto da kamikaze, che ha usato 500 kg di esplosivo http://t.co/sDrHPHpE

  • India:incidente bus pellegrini,morti: Erano diretti alla tomba sufi di Aimer nei pressi di Jaipur http://t.co/UX4r8d8s

Tot. visite contenuti : 230630
 5 visitatori online