Economia

"Per me significa solo che con Renzi al governo e grazie  ai suoi sodali sul territorio, stiamo perdendo pezzi importanti e strategici per lo sviluppo infrastrutturale del Veneto e dell’Italia . E’ in corso la più poderosa svendita degli assets strategici nazionali di cui si abbia memoria".

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Ufficialmente la Russia ha invaso la Crimea per correre in soccorso della popolazione russofona dell’Ucraina, minacciata di genocidio dal vituperato ex presidente Yanukovich, che addirittura al telefono avrebbe illustrato la sua “soluzione” suggerendo sarcasticamente l’uso di armi nucleari contro gli ucraini di etnia russa, e se anche questa fosse una boutade, illustra bene quale sia la situazione di convivenza civile tra le due etnie.


 

 


Ma Putin ha in mente ben altro e l’Italia deve stare attentissima a muoversi sullo scacchiere internazionale.

La Russia certo non vuole che la Nato allarghi le sue ingerenze sempre più a est e vuole tenerla lontana dai propri interessi, ragion per cui l’annessione della Crimea va letta nel suo vero significato di politica estera strategica. La Russia vuole allargare la propria influenza a ovest, ma se non ci riesce ha facile gioco a rivolgersi a est dove gli accordi sulle forniture di gas alla Cina la dicono lunga sul potenziale che un’apertura totale verso est creerebbe un colosso talmente energivoro da mettere in discussione le forniture energetiche di gas dalla Russia che alimentano tutto il settoree industriale europeo.

Eh sì perchè la sfida sul futuro è proprio sulla capacità di produzione e approvvigionamento dell’energia e il nostro buon ex Presidente Berlusconi lo aveva capito già nel 2009 quando Il 15 maggio, insieme a Vladimir Putin, aveva patrocinato gli amministratori delegati delle due società, Paolo Scaroni e Alexei Miller, nella firma dell’accordo integrativo del memorandum d'intesa esistente, ribadendo l'importanza del progetto del gasdotto South Stream stabilendone la sua espansione in termini di capacità di approvvigionamento per l’Italia.

In questi giorni al G7 si sta consumando il boicottaggio del South Stream ad opera di due premi Nobel per la Pace: L’Europa e Obama, che insieme al massimo sono riusciti ad alimentare le guerre civili in Libia, in Siria e in Ucraina. Se la dabbenaggine dell’ Europa è mirata a nascondere un evidente disagio sul fatto che il gasdotto South Stream arriverebbe in Italia permettendo di abbassare la bolletta energetica delle nostre aziende del 20% permettendo così all’Italia di agganciare la ripresa competitiva sul mercato europeo e internazionale ai danni della fortissima Germania e della sua succube Francia, la richiesta di Obama di escludere la Russia da questo G8 (7) è sicuramente volta a rilanciare il ruolo egemone dell’America in campo energetico, offrendo una sponda all’Europa con il faraonico progetto di gasdotto atlantico che porterebbe lo Shale gas in Europa.

Dunque siamo in guerra, una guerra proiettata al futuro, e l’Europa non può stare a guardare rischiando di rimanere compressa e inerme tra due blocchi giganteschi di potere energetico. L’America a ovest e il blocco russo cinese ad est.

Occorre una politica estera strategica italiana, occorre ripercorrere la strada già tracciata con il governo Berlusconi che improntando ai buoni rapporti personali le relazioni strategiche internazionali aveva permesso di avere direttamente il gas dalla Libia e il gas dalla Russia attraverso i due gasdotti più importanti in Europa.

Caro Renzie, svegliati, a Obama non piacciono i tuoi capelli che si imbiancano in fretta, agli Americani fa gola la tua stupidità che vogliono utilizzare come cavallo di Troia per la colonizzazione energetica dell’Europa.

 

"Immaginate uno stato dove non esista il contante, e in questo ipotetico stato immaginate un manifestante particolarmente scomodo... a costui gli si potrebbe sequestrare il conto corrente impedendogli persino di mangiare!!! è lì che vogliamo arrivare? E quale difesa ci rimarrebbe allora? a voi la risposta."

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"Nessuno grande Media lo dice"

 

http://www.youreporter.it/video_Rho_poliziotti_si_tolgono_i_caschi_e_ci_accompagnano

http://www.youreporter.it/video_Protesta_poliziotti_si_sono_tolti_il_casco_per_solidarieta

"Ecco perché il 9 dicembre potrebbe rappresentare un momento di rottura se dovesse realizzarsi  quello che circola sulla rete. Ma si sa, sulla rete è facile cliccare "mi piace ", poi scomodarsi veramente e rischiare é molto più difficile...la manifestazione pro Maró del 23 novembre ne é stata una dimostrazione."

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