IN PRIMA PAGINA
Wednesday 08 September 2010
Posizione Flash
 
Aderisci alla rete-movimento Identità e Libertà, la lobby a viso aperto degli under 40. Mandaci la tua posizione su www.posizione.org.
 
HOME
CHI SIAMO
CONTATTI
LINKS
IL NOSTRO SIMBOLO
pesatoinregione@gmail.com
HANNO COLLABORATO...
WEBMAIL
Archivio Vecchio Sito
POSIZIONE E'
pound.jpg
Sondaggi
Patriottismo costituzionale, quante illusioni… PDF Stampa E-mail

di Federico Taverna

Con l’espressione patriottismo costituzionale, specie in ambito europeo, si tende a presentare un modo nuovo attraverso  cui i cittadini europei o extraeuropei, nativi o immigrati, si sentano parte integrante della “nazione” europea a prescindere dalle loro origini nazionali, annichilendo di fatto le identità storiche e i legami pre-politici che caratterizzano ogni nazione e dunque ogni individuo. Ai sostenitori del patriottismo costituzionale sembrerebbe dunque che l’unico modo per poter realizzare la tanto sognata Carta europea passi inevitabilmente per una scissione fra la nazione-identità e i principi giuridici che per l’appunto non richiedono necessariamente una giustificazione storica ma necessitano, semmai, di una condivisione da parte di tutti gli individui post-nazionali.

. I patrioti della costituzione insomma credono in un’Europa fondata solo su legami politici condivisi, codificati in una Carta, affinché si superi il modello delle nazioni con i suoi rischi degenerativi e si possa finalmente raggiungere il più ambizioso sogno di Kant, quello della <<pace perpetua>>, nella convinzione che se tutti gli Stati rispetteranno i principi giuridici contenuti nella Carta allora cesseranno inevitabilmente i conflitti ma allo stesso tempo non avranno più ragione di esistere i confini nazionali.È lecito intravedere in questa proposta la volontà di scrollarsi di dosso le radici storico-politiche di ogni nazione, sostituendo ad esse un insieme di principi e di diritti tali da far sentire qualsiasi individuo che intende rispettarli, cittadino europeo. Tra i motivi che spingono i sostenitori del patriottismo costituzionale ad individuare la nascita di una sovra-nazione, radicata su principi politici senza attingere a fonti diverse c’è la volontà, celata o dichiarata, di escludere la nascita di un’Europa basata su associazioni etniche differenti fra loro, selezionando solo le parti migliori della storia di una nazione, il patriottismo costituzionale dovrebbe dunque prendere il posto delle singole culture nazionali, subordinandole a se stesso in un quadro di condivisione di accordi politici.Ma siamo davvero sicuri che sia sufficiente una Carta giuridica a plasmare l’identità europea? siamo sicuri che un cittadino spagnolo uno rumeno e uno scandivano possano condividere lo stesso sentimento di europeismo solo perché accomunati da un’unica Costituzione? Certo si potrebbe obiettare ad esempio che la società americana nasce senza una comunanza di tradizioni culturali pre-politiche ma è possibile riproporre questo modello nella più complessa società europea?La risposta a queste domande è da ricercarsi nel concetto di persona, che è il fine attorno al quale sono impostate le Costituzioni, ma, così come afferma Marcello Pera nel suo libro “Perché dobbiamo dirci cristiani” , “il concetto di persona non deriva dalla pratica argomentativi perché ne è il presupposto[…],il concetto di persona è un concetto pre-politico e palesemente non politico; è un concetto di natura etico religiosa, più precisamente è un concetto cristiano. Ne segue che, come il liberalismo non può essere autosufficiente, il patriottismo costituzionale non può prescindere da elementi pre-politici e, se il patriottismo costituzionale deve sostenere la Carta europea, esso non può prescindere dagli elementi  pre-politici, in particolare etico-religiosi cristiani, tipici dell’Europa”.Il concetto di persona attinge dunque il suo significato da una fonte religiosa, in particolar modo da quella cristiana, ma per i sostenitori del patriottismo costituzionale avallare questa tesi significherebbe riconoscere di non poter fondare la Carta su posizioni laiche come invece vorrebbero, per loro, il futuro dell’Europa deve essere inclusivo intendendo per inclusività l’esclusione sistematica di qualsiasi fonte religiosa, “ma così facendo[…] la cultura liberale europea non produce alcuna nozione di identità europea, né religiosa né laica. Alla fine, fa da ostacolo esattamente a ciò che vuol promuovere: l’unificazione europea” (Marcello Pera).


Commenti (2)
Commenti RSS
1. 04-09-2009 23:18
 
Bell'articolo, il tema è complesso e si potrebbe partire con una discussione infinita. 
Comunque a quelli che stanno dall'altra parte della barricata non frega niente della cultura nazionale, anzi probabilmente ritengono che vada estirpata al più presto per realizzare un'a-cultura totalmente relativista, un contenitore vuoto.
Ospite
 
Alberto
2. 15-09-2009 04:40
 
\'Finche\' uno solo tra i vostri fratelli non e\' rappresentato dal proprio voto nello sviluppo della vita nazionale, finche\' uno solo, capace e voglioso di lavoro, langue per mancanza di lavoro, nella miseria, voi non avrete patria come dovreste averla, la patria di tutti e la patria per tutti\'. Sono parole di straordinaria intensita\', che fanno riflettere anche dopo centocinquant\'anni. Io sono d\' accordo e sento forte il sentimento di appartenenza alla nazione, ma essere nati in una nazione è sintomo di patriottismo??. Il sentimento nazionale deriva dall\'amore per la propria patria e non credo in un sentimento derivante da una carta. Forse questi sono discorsi aimè nichilistici del novecento forse troppo nazionalisti e razzisti destinati ad essere considerati tali per la storia del nostro paese travagliato da un partito che ha fatto del nazionalismo il proprio life motive. Quel partito che ancora oggi viene ricordato come male assoluto da amibigui e fomentatori. Mi fa specie che il presidente della camera Fini derivante dal MSI, profondamente nazionalista, ora sia a favore del patriottismo costituzionale.  
L\'idea di patriottismo costituzionale è nata dalla necessità di tenere insieme gruppi ed individui diversi economicamente, religiosamente e politicamente. Ne parla in un famoso libro il professor Levinson. Il problema più grande in italia è intrecciare la tela tra le religioni che ormai devono convivere in italia. Esiste in Italia una dimensione della religione ingombrante. il nodo da sciogliere riguarda il possibile ruolo che il cattolicesimo dovrebbe giocare nell’ottica di un possibile patriottismo costituzionale. L’appartenenza ad una confessione religiosa non possa divenire criterio di discriminazione per identificare l’appartenenza ad una comunità politica. Vero anche che talvolta le religioni godono anche di autorità politica andando in contrapposizione alla costituzione del nostro paese. Come si fa a mettere d\'accordo le diverse religioni che abitano nel nostro paese?
Ospite
 
Indirizzo e-mail protetto dal bots spam , deve abilitare Javascript per vederlo

Scrivi Commento
  • Si prega di inserire commenti riguardanti l'articolo.
  • Commenti ritenuti offensivi verranno eliminati.
  • E' severamente vietato qualsiasi tipo di spam. Cose del genere verranno cancellate.
  • Assicurati di aggiornare(refresh) la pagina per visualizzare un nuovo codice.
  • Ovviamente questo accade se hai inserito il codice errato.
Nome:
E-mail
Sito web
Titolo:
BBCode:Web AddressEmail AddressBold TextItalic TextUnderlined TextQuoteCodeOpen ListList ItemClose List
Commento:



Codice:* Code
Desidero essere contattato quando vengono pubblicati altri commenti

Powered by AkoSuite 2007

 
< Prec.   Pros. >